Ricetteal fronteR

 

   

Durante la guerra del 1915-1918, mio padre, ufficiale dell'esercito, faceva spesso cucinare le ricette che le "madrine di guerra", le mamme e le zie   gli inviavano, per mantenere alto lo spirito dei soldati e ricordare

 il desco familiare.

Successivamente, , ha deciso di raccogliere queste ricette in un libro, che lui stesso ha compilato a mano. Il risultato è chiaramente un'intensa testimonianza del tempo, legata ad un periodo altamente drammatico ma anche ai ricordi familiari e alle tradizioni di un intero paese.
Sono convinta che simili testimonianze siano ancora oggi nascoste nelle vostre case. Provate a cercarle e, una volta trovate, a metterle in pratica. Se vi rimane un po' di tempo mettetevi in contatto con me: sarò molto felice di dare spazio alle vostre storie e alle vostre ricette.

RICETTE DAL FRONTE

 Il giorno 21 aprile 2003 durante la trasmissione Uno Mattina, l'appuntamento mattutino di Rai Uno 

dedicato all'informazione e allo spettacolo condotto da Roberta Capua e Luca Giurato ,Patrizia ha  raccontato la storia del capitano Vittorio, un uomo  dall'animo nobile  che durante la guerra del 1915-1918 trovò un modo molto originale per aiutare gli uomini del suo battaglione a superare la nostalgia di casa.

       

     

Patrizia    ci svela come ha vissuto le emozioni di quei momenti:

 

“All'invito di comparire in televisione é seguita un'attesa fatta di una calda emozione che mi ha interamente coinvolta.

    

 L'emozione era mossa da più sentimenti l'un l'altro connessi: il ricordo di mio padre della cui umanità, impegno civile e della mia personale riconoscenza avrei portato pubblica testimonianza: la fiducia nelle loro possibilità che avrei potuto infondere in tante persone della mia età, in tal modo inducendole ad aprirsi al fantastico mondo offerto da Internet, non solo come passivi spettatori, ma interloquendo attivamente; la possibilità di far conoscere alcune iniziative importanti, come quella del portale  sito www.progettodiabete.it, per le tante persone affette da diabete  ed a scoprire le pagine del mio sito: www.donnapatrizia.com  

    

Poi, dovendo nel corso del programma attuare quanto mi ero prefissa, ogni emozione é d'incanto sparita. Mi sono trovata ad esprimere tutto ciò con poche essenziali parole, quante consentite dal breve tempo possibile. Spero proprio di esserci riuscita”. 

PROTAGONISTA CON TERZAET@.COM

 

Il giorno 18 aprile 2002, durante la trasmissione Uno Mattina, l'appuntamento mattutino di Rai Uno dedicato all'informazione e allo spettacolo condotto da Luca Giurato e Paola Saluzzi, una nostra affezionatissima utente, la signora Patrizia Romano, ha portato, grazie a Terzaet@.com, la sua testimonianza di pensionata ed ha presentato il libro di ricette di cucina lasciatole in eredità dal padre, capitano dell’esercito durante la guerra del 15-18.       

 

Col passare del tempo il diario passa dalle mani di Vittorio  a quelle di Patrizia, sua figlia. Lei lo conserva da trent’anni in salotto, dentro a una vetrina, e da un anno anche nel Web, dentro al suo sito. «Volevo mettere quel diario a disposizione di tutti e Internet mi sembrava il modo migliore per farlo» Alla vigilia dei 60 anni ha imparato a usare il computer («fa male alla vista, lo so. Però mi piace da matti») e a creare siti web («merito di un ragazzo che mi ha dato qualche lezione privata»). Ha cominciato poco più di un anno fa, quando i suoi tre figli le hanno regalato un PC, e col tempo ha trasformato la sua stanza da letto in una piccola roccaforte dell’alta tecnologia. Il suo sogno, lo stesso di suo padre, è dare un po’ di conforto .

 


             

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Articolo ed intervista pubblicato  sul Giornale "Etiquette"

la rivista dell'arte del ricevere e del buon vivere

FEBBRAIO 2003

La guerra delle ricette

“Donna Patrizia” conserva una singolare raccolta di ricette casalinghe, ricevuta in eredità da suo padre Vittorio, ufficiale dell’esercito

Di Paolo Villani

 

La vita che ha condotto, che le ha permesso di conoscere molti paesi e tradizioni, ma anche i suoi geni: così Patrizia Romano, in arte Donna Patrizia, giustifica la propria dinamicità e intraprendenza. Che le ha permesso di farsi un nome recuperando ricette da tutti i luoghi e… da tutti i tempi: il suo sito (www.donnapatrizia.com), nato per diffondere le ricette culinarie di tanti anni fa, raccolte da suo padre durante la Grande Guerra, è diventato un passaggio obbligato per tanti internauti che vogliono venire a conoscenza di ricette regionali e internazionali e magari anche diffondere quelle che essi stessi conoscono e consigliano. Patrizia lancia anzi un appello a chiunque voglia contattarla per ampliare il suo archivio di ricette storiche e tradizionali, parte della cultura popolare di tante mamme e nonne che sarebbe davvero un peccato abbandonare nel dimenticatoio.

Quella per la cucina è una passione che nasce da lontano, nello spazio e nel tempo: le ricette raccolte da suo padre durante la Prima Guerra Mondiale sono un patrimonio davvero particolare.

«Mio padre, Vittorio, nel 1916 si trovava in una caserma alpina al confine fra Austria e Italia: era già allora un ufficiale, ma aveva poco più di vent’anni, così decise di scrivere a sua madre chiedendole di spedirgli da casa le sue ricette preferite. Anche mangiare meglio poteva essere un modo per far passare più in fretta la guerra. I cuochi cominciarono così ad eseguire le ricette di mia nonna, una soluzione che ai soldati piacque molto, tanto da convincerli a farsi spedire anch’essi ricette casalinghe delle rispettive madri. Nel 1918, a guerra archiviata, Vittorio tornò a casa con un diario ricco di oltre trecento ricette: le aveva conservate tutte, ed ora tocca a me preservare questo patrimonio e, perché no, cercare di diffonderlo. Ma forse la ricetta più importante è quella che non si trova in questa raccolta: vivere lontano da casa può essere duro, e una bella tavola imbandita e un buon piatto di pastasciutta possono contribuire a sollevare il morale».

Un’idea, la sua, che le ha regalato una certa fama: anche Unomattina, la trasmissione di Rai Uno, le ha reso omaggio ospitandola in studio. Come è approdata in televisione?

«È stata un’esperienza emozionante e molto coinvolgente: mi hanno contattato loro e poter portare in televisione il ricordo di mio padre e del suo diario mi ha fatto molto piacere, anzi è stato un vero onore».

Il sito Internet che lei stessa cura gioca un ruolo importante per la diffusione delle sue ricette.

«Ho deciso di creare il sito per far conoscere il libro di mio padre, e devo dire che ci sono in parte riuscita. Corrispondo con gruppo di 711 iscritti ai quali una volta alla settimana spedisco le mie e le ricette che ricevo dagli iscritti al gruppo. Il giorno della trasmissione su Rai Uno, ben 1800 persone hanno visitato il mio sito».

Ha avuto modo di incontrare anche Gianfranco Vissani, che ha apprezzato molto il fatto di venire a conoscenza di ricette così datate. Una soddisfazione importante, per lei, da parte di uno chef moderno noto anche per accostare gusti in modo tutt‚altro che tradizionale.

«Sono stata molto felice di incontrare Vissani, che mi ha dedicato una ricetta ed al quale ho mostrato il libro. Vissani è uno chef che sa unire davvero con gusto l’antico e il moderno, ed ha apprezzato un ritorno dal passato».

Sul suo sito, si trovano anche ricette di tutti i tipi e di ogni provenienza. Come le ha raccolte?

Ho una buoa padronanza del francese e dell’inglese ed amo molto sperimentare altre cucine. Navigando su Internet, ho poi conosciuto altri siti i cui curatori sono stati ben lieti di mandarmi le loro ricette. Ho così scoperto molte ricette regionali che prima non conoscevo e tutte mi hanno colpito: la cucina rappresenta una parte importante della nostra secolare cultura. Eugenia, per esempio, un medico docente di storia della cucina, mi manda delle ricette rare molto interessanti».

Un consiglio per chi ospita amici a tavola durante i mesi freddi.

«Potrei consigliare una minestra di ceci e castagne, seguita da una faraona alle noci; per finire, si potrebbe concludere con una mousse al cioccolato».

L’altra sua passione è quella del bon ton, in particolare in riferimento alla tavola. Quali sono gli aspetti del galateo, del comportamento a tavola e dell’apparecchiatura che raccomanda maggiormente?

«Penso che una bella tavola sia un vero piacere, ricercato da tutti coloro che desiderano in ogni cosa l’eleganza della forma che abbellisce la vita. In ogni sala da pranzo si può creare un’atmosfera di grande eleganza se si cura particolarmente la decorazione della tavola. Inoltre, è più invitante un piatto ben presentato che viene gustato, oltre che dal palato, anche dagli occhi. Ma è importante anche un tocco di estrosità, con particolare riferimento al menù che si offre».  

 Personaggi web

  IL MEGLIO DEL WEB

a cura di Francesco Margiocco

L’Amarcord on line di Donna Patrizia
13 febbraio 2002

INTERVISTA DEL GIORNALE : "LA STAMPA"

 

«Patrizia ha sessant’anni, la passione per la buona cucina, «sempre più rara: tutta colpa delle porcherie precotte che ci propinano i fast-food», e per il computer, «il giocattolo preferito della mia vita da pensionata». La vita da pensionata di Patrizia scorre in un quartiere residenziale alla periferia di Roma, vicino al mare. Le sue giornate sono scandite da pranzi, caffè con le amiche e pomeriggi davanti al computer, a curare le pagine del sito Internet www.donnapatrizia.com. Un sito di ricette, con una storia cominciata nel 1916

Nel 1916 la prima guerra mondiale strappa il capitano Vittorio dalla sua Napoli e lo spedisce in una caserma alpina al confine tra Italia e Austria, insieme a tanti altri soldati che come lui preferirebbero essere altrove. Poco più che ventenne e già ufficiale, Vittorio scrive a sua madre e le chiede di spedirgli da casa le sue ricette preferite. Per vedere se mangiando meglio la guerra passa più in fretta. La mamma spedisce le ricette, i cuochi della caserma le eseguono e i soldati apprezzano. In caserma dilaga una nuova moda. Ogni soldato scrive alla propria mamma e ogni mamma risponde con fiumi di ricette mentre la mensa migliora e il tempo scorre. Nel 1918 la guerra finisce e Vittorio torna a casa con un grande diario. Dentro quel diario le ricette, oltre trecento, ricevute in quei due anni.

Col passare del tempo il diario passa dalle mani di Vittorio  a quelle di Patrizia, sua figlia. Lei lo conserva da trent’anni in salotto, dentro a una vetrina, e da un anno anche nel Web, dentro al suo sito. «Volevo mettere quel diario a disposizione di tutti e Internet mi sembrava il modo migliore per farlo» Alla vigilia dei 60 anni ha imparato a usare il computer («fa male alla vista, lo so. Però mi piace da matti») e a creare siti web («merito di un ragazzo che mi ha dato qualche lezione privata»). Ha cominciato poco più di un anno fa, quando i suoi tre figli le hanno regalato un PC, e col tempo ha trasformato la sua stanza da letto in una piccola roccaforte dell’alta tecnologia.

Da un anno ad oggi ha collaborato con la rivista on line “Chiome d’argento”, «dove tenevo una rubrica di cucina: peccato che la rivista abbia chiuso i battenti» e ha creato il suo sito di cucina, «pensato come un omaggio a papà» e alle tradizioni di famiglia. «Ogni famiglia ha le sue tradizioni. Raccontatemi le vostre e speditemi le vostre ricette antiche. Sul mio sito c’è spazio per tutti».

Da un anno ad oggi ha ricevuto, via e-mail, tante ricette da tante parti del mondo «Senegal, Tunisia, India, Francia. Sono tutte sul mio sito, insieme a quelle di papà». Il suo sogno, lo stesso di suo padre, è dare un po’ di conforto a chi vive lontano da casa. «Vivere lontano da casa può essere duro e un buon pranzo può aiutare a sentirsi meglio» dice Patrizia e sa cosa dice «perché ho vissuto per molti anni all’estero e so cosa si prova lontano da casa. Conosco il piacere che danno una bella tavola imbandita e un buon piatto di pastasciutta».

 

 

 

 

 

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