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Articolo
ed intervista pubblicato sul Giornale
"Etiquette"
la
rivista dell'arte del ricevere e del buon
vivere
FEBBRAIO
2003

La
guerra delle ricette
“Donna
Patrizia” conserva una singolare raccolta
di ricette casalinghe, ricevuta in eredità
da suo padre Vittorio, ufficiale dell’esercito
Di
Paolo Villani
La
vita che ha condotto, che le ha permesso di
conoscere molti paesi e tradizioni, ma anche
i suoi geni: così Patrizia Romano, in arte
Donna Patrizia, giustifica la propria
dinamicità e intraprendenza. Che le ha
permesso di farsi un nome recuperando
ricette da tutti i luoghi e… da tutti i
tempi: il suo sito (www.donnapatrizia.com),
nato per diffondere le ricette culinarie di
tanti anni fa, raccolte da suo padre durante
la Grande Guerra, è diventato un passaggio
obbligato per tanti internauti che vogliono
venire a conoscenza di ricette regionali e
internazionali e magari anche diffondere
quelle che essi stessi conoscono e
consigliano. Patrizia lancia anzi un appello
a chiunque voglia contattarla per ampliare
il suo archivio di ricette storiche e
tradizionali, parte della cultura popolare
di tante mamme e nonne che sarebbe davvero
un peccato abbandonare nel dimenticatoio.
Quella
per la cucina è una passione che nasce da
lontano, nello spazio e nel tempo: le
ricette raccolte da suo padre durante la
Prima Guerra Mondiale sono un patrimonio
davvero particolare.
«Mio
padre, Vittorio, nel 1916 si trovava in una
caserma alpina al confine fra Austria e
Italia: era già allora un ufficiale, ma
aveva poco più di vent’anni, così decise
di scrivere a sua madre chiedendole di
spedirgli da casa le sue ricette preferite.
Anche mangiare meglio poteva essere un modo
per far passare più in fretta la guerra. I
cuochi cominciarono così ad eseguire le
ricette di mia nonna, una soluzione che ai
soldati piacque molto, tanto da convincerli
a farsi spedire anch’essi ricette
casalinghe delle rispettive madri. Nel 1918,
a guerra archiviata, Vittorio tornò a casa
con un diario ricco di oltre trecento
ricette: le aveva conservate tutte, ed ora
tocca a me preservare questo patrimonio e,
perché no, cercare di diffonderlo. Ma forse
la ricetta più importante è quella che non
si trova in questa raccolta: vivere lontano
da casa può essere duro, e una bella tavola
imbandita e un buon piatto di pastasciutta
possono contribuire a sollevare il morale».
Un’idea,
la sua, che le ha regalato una certa fama:
anche Unomattina, la trasmissione di Rai
Uno, le ha reso omaggio ospitandola in
studio. Come è approdata in televisione?
«È
stata un’esperienza emozionante e molto
coinvolgente: mi hanno contattato loro e
poter portare in televisione il ricordo di
mio padre e del suo diario mi ha fatto molto
piacere, anzi è stato un vero onore».
Il
sito Internet che lei stessa cura gioca un
ruolo importante per la diffusione delle sue
ricette.
«Ho
deciso di creare il sito per far conoscere
il libro di mio padre, e devo dire che ci
sono in parte riuscita. Corrispondo con
gruppo di 711 iscritti ai quali una volta
alla settimana spedisco le mie e le ricette
che ricevo dagli iscritti al gruppo. Il
giorno della trasmissione su Rai Uno, ben
1800 persone hanno visitato il mio sito».
Ha
avuto modo di incontrare anche Gianfranco
Vissani, che ha apprezzato molto il fatto di
venire a conoscenza di ricette così datate.
Una soddisfazione importante, per lei, da
parte di uno chef moderno noto anche per
accostare gusti in modo tutt‚altro che
tradizionale.
«Sono
stata molto felice di incontrare Vissani,
che mi ha dedicato una ricetta ed al quale
ho mostrato il libro. Vissani è uno chef
che sa unire davvero con gusto l’antico e
il moderno, ed ha apprezzato un ritorno dal
passato».
Sul
suo sito, si trovano anche ricette di tutti
i tipi e di ogni provenienza. Come le ha
raccolte?
Ho
una buoa padronanza del francese e dell’inglese
ed amo molto sperimentare altre cucine.
Navigando su Internet, ho poi conosciuto
altri siti i cui curatori sono stati ben
lieti di mandarmi le loro ricette. Ho così
scoperto molte ricette regionali che prima
non conoscevo e tutte mi hanno colpito: la
cucina rappresenta una parte importante
della nostra secolare cultura. Eugenia, per
esempio, un medico docente di storia della
cucina, mi manda delle ricette rare molto
interessanti».
Un
consiglio per chi ospita amici a tavola
durante i mesi freddi.
«Potrei
consigliare una minestra di ceci e castagne,
seguita da una faraona alle noci; per
finire, si potrebbe concludere con una
mousse al cioccolato».
L’altra
sua passione è quella del bon ton, in
particolare in riferimento alla tavola.
Quali sono gli aspetti del galateo, del
comportamento a tavola e dell’apparecchiatura
che raccomanda maggiormente?
«Penso
che una bella tavola sia un vero piacere,
ricercato da tutti coloro che desiderano in
ogni cosa l’eleganza della forma che
abbellisce la vita. In ogni sala da pranzo
si può creare un’atmosfera di grande
eleganza se si cura particolarmente la
decorazione della tavola. Inoltre, è più
invitante un piatto ben presentato che viene
gustato, oltre che dal palato, anche dagli
occhi. Ma è importante anche un tocco di
estrosità, con particolare riferimento al
menù che si offre».
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Personaggi
web
IL
MEGLIO DEL WEB
a
cura di
Francesco Margiocco
L’Amarcord on
line di Donna Patrizia
13 febbraio 2002
INTERVISTA
DEL GIORNALE : "LA STAMPA"
«Patrizia ha sessant’anni,
la passione per la buona cucina, «sempre
più rara: tutta colpa delle porcherie
precotte che ci propinano i fast-food», e
per il computer, «il giocattolo preferito
della mia vita da pensionata». La vita da
pensionata di Patrizia scorre in un
quartiere residenziale alla periferia di
Roma, vicino al mare. Le sue giornate sono
scandite da pranzi, caffè con le amiche e
pomeriggi davanti al computer, a curare le
pagine del sito Internet
www.donnapatrizia.com.
Un sito di ricette, con una storia
cominciata nel 1916
Nel 1916 la prima guerra
mondiale strappa il capitano Vittorio dalla
sua Napoli e lo spedisce in una caserma
alpina al confine tra Italia e Austria,
insieme a tanti altri soldati che come lui
preferirebbero essere altrove. Poco più che
ventenne e già ufficiale, Vittorio scrive a
sua madre e le chiede di spedirgli da casa
le sue ricette preferite. Per vedere se
mangiando meglio la guerra passa più in
fretta. La mamma spedisce le ricette, i
cuochi della caserma le eseguono e i soldati
apprezzano. In caserma dilaga una nuova
moda. Ogni soldato scrive alla propria mamma
e ogni mamma risponde con fiumi di ricette
mentre la mensa migliora e il tempo scorre.
Nel 1918 la guerra finisce e Vittorio torna
a casa con un grande diario. Dentro quel
diario le ricette, oltre trecento, ricevute
in quei due anni.
Col
passare del tempo il diario passa dalle mani
di Vittorio a quelle di Patrizia, sua
figlia. Lei lo conserva da trent’anni in
salotto, dentro a una vetrina, e da un anno
anche nel Web, dentro al suo sito. «Volevo
mettere quel diario a disposizione di tutti
e Internet mi sembrava il modo migliore per
farlo» Alla vigilia dei 60 anni ha imparato
a usare il computer («fa male alla vista,
lo so. Però mi piace da matti») e a creare
siti web («merito di un ragazzo che mi ha
dato qualche lezione privata»). Ha
cominciato poco più di un anno fa, quando i
suoi tre figli le hanno regalato un PC, e
col tempo ha trasformato la sua stanza da
letto in una piccola roccaforte dell’alta
tecnologia.
Da
un anno ad oggi ha collaborato con la
rivista on line “Chiome d’argento”,
«dove tenevo una rubrica di cucina: peccato
che la rivista abbia chiuso i battenti» e
ha creato il suo sito di cucina, «pensato
come un omaggio a papà» e alle tradizioni
di famiglia. «Ogni famiglia ha le sue
tradizioni. Raccontatemi le vostre e
speditemi le vostre ricette antiche. Sul mio
sito c’è spazio per tutti».
Da
un anno ad oggi ha ricevuto, via e-mail,
tante ricette da tante parti del mondo
«Senegal, Tunisia, India, Francia. Sono
tutte sul mio sito, insieme a quelle di
papà». Il suo sogno, lo stesso di suo
padre, è dare un po’ di conforto a chi
vive lontano da casa. «Vivere lontano da
casa può essere duro e un buon pranzo può
aiutare a sentirsi meglio» dice Patrizia e
sa cosa dice «perché ho vissuto per molti
anni all’estero e so cosa si prova lontano
da casa. Conosco il piacere che danno una
bella tavola imbandita e un buon piatto di
pastasciutta».
 
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