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Taccuino
storico sul Bon Ton e l’Arte della Tavola
A cura di Donna Patrizia
A cura di Mariella Ferri
In
questo breve excursus storico la tavola è la grande protagonista,
rivelatrice delle tendenze culinarie e di costume d’ogni epoca
storica;
essa
può costituire un
momento d’incontro di culture diverse od essere l’espressione
della mensa lussuosa o povera, può sottolineare un rituale della
tradizione religiosa od esaltare un avvenimento civile o di
circostanza. Possiamo quindi affermare che l’evoluzione sociale e
civile dell’uomo è passata proprio dalle tavole d’ogni tempo. Non
è un caso che l’apice di gloria e maturità di qualsiasi civiltà
ha conciso sempre con la sua massima espressione anche nella
gastronomia e tutto ciò che è affine ad essa. E’ stato così per
le civiltà mesopotamiche, a Roma, nel mondo arabo, nelle signorie
italiane, durante il Rinascimento come nella Francia del XVII secolo.
Ai simposi dei greci, dove gli uomini parlavano di filosofia e
di politica senza eccessi nel bere e nel mangiare, le donne non erano
invitate.cosi a Roma, nei primi anni della repubblica, i pranzi erano
molto austeri come i romani. Anche qui le donne non erano ammesse ai
convivi, solo dopo, in epoca imperiale anche le signore potranno
partecipare e i banchetti saranno molto più lunghi con regole molto
meno severe. Con le grandi conquiste e le conoscenze d’usi e costumi
d’altri popoli la cucina romana e la cultura della tavola fu molto
contaminata, soprattutto divenne molto più raffinata con l’uso
delle spezie della tradizione araba. E’ di questo periodo l’inizio
dell’uso della forchetta a tavola e della tovaglia. Nel periodo
cristiano si cominciò a stare seduti intorno alla tavola abbandonando
il lettino. E sempre in
questo periodo che cominciano a definirsi le prime regola a tavola,
l’etichetta diviene così buona educazione. Non tutti sanno che in
epoca medioevale la medicina distingueva le classi sociali arrivando
addirittura a minacciare di malattie coloro che si fossero cibati di
vivande non adatte al loro status. Per esempio scrivevano che: “il
fagiano fa l’asma alle genti rustiche”. Inoltre da un calcolo
delle razioni medie dell’epoca si riscontra che la dieta medioevale
aveva una base di 2000-3000 calorie giornaliere per le persone umili e
fra le 6000-7000 per i ceti nobili. Questi ultimi non di rado a causa
di questi eccessi soffrivano di malattie come la gotta. Del resto,
mentre per il popolo la tavola rappresentava la compensazione
all’incubo ed all’ossessione della fame quotidiana, per le classi
dominanti, il banchetto, vero lusso alimentare rappresentava il
momento culminante dell’ostentazione della loro ricchezza, che si
esprimeva in maniera
plateale durante i conviti dove si ricercavano portate di grande
effetto (come quando su un piatto d’argento veniva servita
un’aquila che sputava fuoco facendo rimanere tutti a bocca aperta.
La partenza per compiere grandi imprese, l’arrivo di un personaggio
illustre, ricorrenze solenni erano tutti momenti ottimi per
banchettare, come il banchetto sfarzosissimo offerto da Galeazzo
Visconti a Milano per le nozze della figlia al quale fu invitato anche
Francesco Petrarca. Così veniamo a conoscenza dalle cronache del
tempo che per i banchetti che il munifico duca di Berry dava la
domenica si consumavano tre buoi, 30 montoni, 28 dozzine di conigli,
arrosti d’ogni tipo, pesci cucinati in molte maniere accompagnate da
salse forti e spezziate. Ma
è in epoca rinascimentale che nasce, prima che altrove la vera arte
della tavola.
Nelle eleganti corti italiane i signori, grandi mecenati amanti
della cultura e del bello faranno della cucina e della tavola un vero
momento creativo all’insegna del lusso e dello sfarzo.
Il
momento conviviale diverrà dunque l’espressione di un nuovo costume
sociale all’insegna della fantasia, dell’eleganza , della
sontuosità; tutto questo anche grazie all’ausilio di cuochi,
architetti ed artisti del tempo, sollecitati a gareggiare
nell’allestimento di banchetti concepiti per stupire. Basterà
ricordare com’esempio indicativo per l’eleganza formale e la
perfezione stilistica tipica del Rinascimento italiano la celebre
festa detta del “Paradiso” organizzata da Ludovico il Moro il 13
gennaio 1490 a Milano per solennizzare il matrimonio fra Giangaleazzo
Sforza e Isabella d’Aragona. Come architetto fu chiamato Leonardo da
Vinci, il quale idea e realizza un anfiteatro a forma di Paradiso con
scene, figure e pannelli mobili, dove gli dei dell’Olimpo erano i
protagonisti. La parte culinaria e organizzativa della tavola vera e
propria fu affidata ai migliori cuochi ed esperti. Naturalmente anche
apparecchiare la tavola del signore divenne un’arte. La grande
tovaglia bianca in lino o fine cotone era accompagnata da tovaglioli
della stessa qualità. Ogni salsa aveva il suo contenitore, come pure
l'olio, il sale, il formaggio. Si aggiunsero poi i portatovaglioli e gli sgabelli
d’argento o cristallo per posarvi le posate o le insalatiere,
rigorosamente di ceramica.
Più
tardi arrivarono interi servizi per il caffè e per il the, poi ancora
bicchieri per differenti tipi di vino o per l’acqua, oltre ai catini
per l’acqua di rose, nonché ad una miriade di oggetti destinati ad
ingombrare la tavola con funzione
d’ornamento. Naturalmente gli splendori di questa tavola
scavarono ancora di più un abisso profondo tra le abitudini della
tavola dei ricchi e la tavola della povera gente che non badava certo
al comportamento da tenere a tavola. Qualcosa sembrò cambiare quando
arrivarono in Europa i nuovi prodotti importati dalle Americhe, come
la patata, il mais, il pomodoro, il tacchino, la cioccolata. Questi
prodotti divennero ben presto alimenti della cucina quotidiana sia
nella tavola dei ricchi che in quella dei poveri. Sempre nel XVI
secolo nelle corti sorse l’esigenza di formalizzare con un manuale
l’etichetta del comportamento a tavola; “il Galateo” di
Monsignor della Casa costituì la risposta a questa richiesta,
segnando una svolta nell’arte di stare a tavola, tradotto ed
adottato in tutta l’Europa.Il termine “Galateo” deriva da
Galeazzo (Galatheus) Florimonte, il vescovo di Sessa che gli suggerì
di scrivere un trattato sul galateo ovvero dei costumi. Nel 1700, caffè,
cioccolato e tabacco daranno impulso ad un nuovo modo di stare
insieme: nascono sale da degustazioni e club in cui i cittadini si
incontrano e parlano di politica e filosofia, dando vita ad una nuova
forma di socializzazione. Cambia quindi lo stile di vita: anche le
case diventano più luminose, grazie alle finestre più grandi, tutto
diventa più raffinato, dalla moda alla cucina, con grande varietà di
colori e sapori. Nasce quindi la cucina moderna, quella più
importante è quella francese, denominata:”nouvelle cuisine” fino
ad arrivare alla “moderne cuisine” dei nostri giorni, che
corrisponde alla base comune di tutte le cucine nella preparazione dei
cibi. Per venire a noi, in tutto il 1600 ed il 1700 troviamo una Roma
indaffarata nel commercio e nelle contrattazioni; fino quasi a ridosso
della prima guerra mondiale troviamo uno scenario di Roma
caratterizzato dalla:”strada” popolata dal cocomeraio, olivaro,
callarostaro, mosciarellaro, fusaiaro, acquacetosaro. Una Roma cioè
dalle linee essenziali, dove si
contrapponevano
la solennità dei tempi passati e dei monumenti con la semplicità
degli orti, delle vigne e delle case.Caratterizzavano le tavole piatti
semplici e comuni, tipo minestre e pastasciutte, pane, frutta e
formaggi, legumi e bolliti: ai giorni nostri si assiste ad una vera
rivincita della semplicità e della riscoperta dei sapori perduti
dove, dimenticati i fasti delle tavole del passato, si desidera
recuperare nel poco tempo a disposizione la genuinità dei cibi.
Questo ci ricorda che la lunga storia dell’uomo è stata
caratterizzata da gesti e bisogni che sono rimasti gli stessi fin
dalla genesi della terra e quella del cibo è senza dubbio la necessità
e la consuetudine
che più è rimasta intatta ed è quindi attorno al mangiare ed al
bere che si delineano le prime regole che l’uomo ha stabilito per se
stesso ed i suoi simili. Possiamo stabilire quindi, grazie a questo
percorso, che la storia della gastronomia e della tavola ha camminato
di pari passo con la storia stessa dell’uomo, che anche grazie alla
tavola ha saputo stabilire regole e doveri per
se stesso e per la buona convivenza di tutta la società.
Il
galateo moderno
Ai
nostri giorni il galateo ha subito le trasformazioni dettate dal
profondo cambiamento della società e, pur mantenendo i dettami
fondamentali, non si riallaccia al passato nella rigida applicazione
dell’etichetta.Il nuovo savoir vivre ha annoverato tra i suoi valori
fondamentali il rispetto delle forme, nei riguardi dei rapporti umani
e collettivi, senza con questo dimenticare una ritualità trasformata,
ma non perduta secondo dei canoni che ci permettono di vivere nella
società con buon senso umorismo e spontaneità. Vorrei soffermarmi
oggi sul galateo della tavola e sul ruolo dei padroni di casa
Stiamo
entrando nel periodo della gastronomia per eccellenza.
L’alimentazione, biologica, vegetariana, dimagrante, regionale, etc.
diventata il tema preferito degli anni “2000”. La distinzione fra
gourmand e gourmet è attualissima. Parlare di cibo è diventato un
tema delle persone colte.
Nei
tempi passati mangiare significava sfamarsi, oggi è una cultura atta
per gustare dei piatti all’insegna della conoscenza approfondita. Il
ruolo dei padroni di casa non è più soltanto da anfitrioni, ma da
conoscitori che guidano i propri commensali alla scoperta dei sapori,
e degli odori. Ai miei tempi, la padrona di casa era aiutata nella
preparazione del pranzo e della
cena da una cuoca: oggi è fiera di dichiararsi l’autrice del
piatto assistita dal padrone di casa, che a sua volta si occuperà
della scelta dei vini. Nel moderno galateo il loro ruolo è cambiato
è molto più conviviale ed alla ricerca della soddisfazione degli
invitati. Lo scopo precipuo del ricevere si estrinseca nella riuscita
di una serata, proprio per questo a volte, sostenendo una maggiore
spesa la padrona di casa affida la realizzazione del pranzo o della
cena ad un cuoco professionista che non sempre comparirà e così ella
potrà dedicarsi di più ai propri invitati
Considerato
il tema trattato, e cioè il galateo applicato alla culinaria, appare
il caso di spendere una parola, per così dire, sul contenuto. Si deve
prendere atto che il cambiamento dei costumi, e soprattutto il
progresso economico che ha portato l’opulenza nella nostra società,
l’intensificarsi delle relazioni con gli altri popoli, quello degli
Stati Uniti d’America preso a modello, hanno comportato un
cambiamento, a volte significativo, anche nel tipo d’alimentazione e
nel modo di consumarla. Gli effetti di questa circostanza appaiono
ormai deleteri, non solo e non tanto per una qual dimenticanza delle
tradizioni culinarie e degli usi e costumi connessi, ma anche per la
salute di quelli che possono tout court essere definiti
“consumatori”. Non a caso accanto al fast food sia nato lo slow
food per contrapporsi ad
una società di obesi, mangiatori indiscriminati. Si registra dunque,
e si condivide, un ritorno alle origini che sappia coniugare la
reinterpretazione del passato, con i suoi sapori ed odori, al vivere
del presente con doverosa attenzione al problema della salute che
l’alimentazione concorre nel far mantenere, come pure, se non
corretta, concorre a far perdere. Invito voi tutti, i genitori
soprattutto a coinvolgere i propri figli sul tema dei cibi
genuini inteso come nuovo valore da riscoprire e nel ritrovamento dei
sapori perduti.
Consigli di Donna Patrizia
Tavola
apparecchiata per pranzo tradizionale con dolce
Tavola apparecchiata per pranzo tradizionale con antipasto

Tavola apparecchiata per pranzo tradizionale con pesce
Nell’apparecchiare le posate s’inizia dal coltello, che si pone alla
destra del piatto; vicino
al coltello si dispone il cucchiaio, e a sinistra del piatto, la
forchetta (in alto) Se il pranzo prevede un antipasto in coppa
si userà il cucchiaio da
dessert posto alla destra del cucchiaio grande (al centro).
Quando il menu prevede il pesce, si disporrà il coltello da pesce
tra quello da carne ed il cucchiaio, mentre l’apposita
forchetta andrà a sinistra del piatto qui sopra.
Tavola
apparecchiata per menu con antipasto e dessert
(cominciando
da sinistra)
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·
Forchetta
da dessert per l’antipasto
·
Forchetta
per il primo
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Forchetta
per la carne
·
Cominciando
da destra
·
Coltello
grande per carne e verdura
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Coltello
da dessert per l’antipasto.
·
In alto al
centro
·
Cucchiaio
da dessert
·
Forchetta
da dessert
·
Coltello
da dessert
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POSATE
Si apparecchia iniziando dal coltello che viene posto a destra del
piatto a sinistra si
mettono le forchette.Le posate da dessert si dispongono in alto
al centro del piatto in
posizione trasversale. Prima
il coltello con il manico a destra, poi la forchetta con il manico a
sinistra. Le posate da
dessert si mettono davanti in alto al
centro in posizione trasversale, prima il cucchiaio per il dessert,
poi coltello col manico a destra, poi la forchetta con il
manico a sinistra.
Menu
con pesce (ominciando da sinistra)
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Forchetta
grande per il primo
·
Forchetta
da pesce
·
Posate da
pesce
·
In alto al
centro
·
Cucchiaio
da dessert
·
Forchetta
da dessert
·
Coltello
da dessert
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Quando nel menu c’é il pesce si prevede il coltello da pesce che va
sempre posto a
destra del piatto tra quello della carne ed il cucchiaio
le forchette grandi e quelle da pesce si mettono sempre a sinistra.
Un
consiglio in più
Buffet,
che
consiste in un pranzo od una cena in cui gli invitati si servono da
soli è una tipica usanza nata in tempi recenti che ha il pregio di
una mancanza di formalità e della celerità. Io preferisco pranzi
serviti a tavola o con tavola d’appoggio, anche se gli invitati si
servono da soli. Un tipico menu potrebbe essere composto da antipasti
misti, (anche vegetariani) due o tre piatti caldi un secondo di carne
uno di pesce ed una tavolata dedicata esclusivamente ai dolci. Io amo
molto preparare del pane fatto in casa con forme particolari
Menu:
Consiglio
di scegliere un menu omogeneo, ad esempio non unire piatti artigianali
con caviale
Non
ripetere nei piatti gli stessi ingredienti, il pesce si serve sempre
prima della carne.
Le
pietanze fredde si servono con salse fredde, le pietanze calde con
salse calde
Non
si mangi mai il pesce col coltello
Il
dolce si serve prima della frutta, non dimenticare che il salato si
serve prima del dolce, il dolce prima del più dolce etc.
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